Come è cambiata la sicurezza
- 1930Le difese principali sono una porta pesante e un allarme collegato alla polizia. I soldi sono in filiale e l'auto della fuga parte più velocemente di quanto arrivi la pattuglia.
- 1970Compaiono telecamere, mazzette di banconote macchianti e casseforti con apertura ritardata: il cassiere non può materialmente consegnare subito i soldi.
- 1990Divisori antiproiettile, pulsanti d'allarme e limiti alla somma tenuta in cassa. Il bottino medio diminuisce, ma il rischio resta lo stesso.
- OggiNelle filiali c'è poco contante, i bancomat vengono riforniti secondo un programma e il denaro esiste sempre più spesso solo come registrazione.
Il punto chiave è il terzo. Quando la somma in cassa è limitata, la rapina non vale più il rischio: la pena resta lunga, ma c'è poco da portare via - l'economia del reato crolla.
Una cassaforte con apertura ritardata funziona con la stessa spietatezza. Anche se il cassiere collabora, i soldi compariranno solo dopo alcuni minuti, e sono proprio quei minuti che il rapinatore non ha.
Perché questi casi vengono risolti
Una banca è il luogo più ripreso della città. Ci sono un volto, un'altezza, un'andatura, una targa, un orario preciso al secondo e decine di testimoni appositamente addestrati a ricordare. Nessun altro reato lascia così tante tracce.
A questo si aggiungono le mazzette macchianti, che si attivano all'uscita, e le banconote contrassegnate. Anche riuscire a uscire dall'edificio non significa che il rapinatore riuscirà a spendere il bottino.
Il reato in sé, però, non è scomparso: si è spostato. Là dove prima bisognava entrare da una porta, ora basta avere accesso al conto di qualcun altro, e la sicurezza delle banche si è spostata nello stesso luogo in cui ora si trovano i soldi.
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Fonti
- La diminuzione delle rapine nelle filiali è associata ai limiti sul contante in cassa, alle casseforti con apertura ritardata, ai dispositivi macchianti e alla videosorveglianza diffusa
- questi reati sono tra quelli con la percentuale di casi risolti più alta