Perché nacque
La ragione era tecnologica. Quando i libri venivano copiati a mano, un testo pericoloso si diffondeva in decine di copie; la stampa rese possibili migliaia di esemplari in poche settimane, e i vecchi sistemi di controllo smisero di funzionare.
Da qui la logica dell'elenco. Controllare ogni libro era impossibile, mentre un elenco dei testi proibiti permetteva di controllare tipografi e librai, che erano i destinatari principali del documento.
È significativo che l'elenco sia nato proprio in risposta al minor costo della riproduzione. Succede quasi sempre: una nuova tecnologia per diffondere le informazioni genera nuovi modi per controllarle, e lo stesso è accaduto con la radio, il cinema e la rete.
Non vi comparivano solo opere teologiche. C'erano lavori scientifici, opere filosofiche e romanzi, dai libri sul movimento della Terra alla letteratura ritenuta immorale.
Come funzionava in pratica
L'efficacia dell'elenco variava. In alcuni Paesi veniva applicato rigorosamente, in altri restava quasi una formalità; spesso le autorità secolari avevano propri elenchi, diversi da quello della Chiesa.
Esisteva anche una soluzione intermedia: un libro poteva essere autorizzato dopo alcune correzioni. All'editore veniva indicato quali passi eliminare, e il testo usciva con dei tagli, senza dichiarare esattamente che cosa fosse stato rimosso.
- Anni 1450Nasce la stampa. Le tirature passano da decine di copie manoscritte a migliaia di esemplari.
- 1559Viene pubblicato il primo elenco generale dei libri proibiti con valore vincolante per i cattolici.
- XVII secoloNell'elenco entrano opere scientifiche, compresi i lavori sul movimento della Terra.
- 1966L'elenco perde il suo valore vincolante e smette di essere aggiornato.
Come ogni divieto, l'elenco funzionava anche al contrario. Comparirvi rendeva un libro più visibile, e sono noti casi in cui gli editori cercavano intenzionalmente di essere menzionati, perché questo aumentava le vendite.
Funzionava anche come fonte per gli storici. Le diverse edizioni dell'elenco mostrano che cosa veniva considerato pericoloso in ogni decennio: una mappa piuttosto precisa delle paure di un'epoca.
L'elenco fu abolito nel 1966. Formalmente smise di avere valore di legge e venne dichiarato una guida morale; poi smise del tutto di essere aggiornato.
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Fonti
- L'elenco dei libri che i cattolici non potevano leggere venne pubblicato dalla metà del XVI secolo e comprendeva opere teologiche, scientifiche e letterarie
- il suo utilizzo variava da Paese a Paese, e accanto ai divieti totali venivano usate edizioni con dei tagli. L'elenco perse il suo valore vincolante nel 1966