Perché dentro il Sole non c'è un falò
Se il Sole fosse un falò, si sarebbe già spento da tempo: la combustione chimica libera troppo poca energia per grammo, e un combustibile grande quanto il Sole si esaurirebbe in migliaia di anni. Ma il Sole ha circa 4,6 miliardi di anni e ha percorso circa metà del suo cammino.
Funziona qualcosa di diverso. Il peso degli strati esterni comprime il centro, finché la materia lì è circa 150 volte più densa dell'acqua e la temperatura è di circa 15 milioni di gradi. In diversi passaggi, i nuclei di idrogeno si uniscono formando un nucleo di elio, leggermente più leggero della somma di quelli iniziali. La differenza si trasforma in luce: circa quattro milioni di tonnellate al secondo smettono di essere materia.
Succede lentamente. I protoni hanno la stessa carica e si respingono, e nemmeno 15 milioni di gradi bastano a farli scontrare direttamente: la fusione avviene per effetto tunnel quantistico, cioè per una rara coincidenza. In media, un singolo protone aspetta miliardi di anni prima di partecipare a una reazione. Per questo il Sole non divampa tutto in una volta, ma splende in modo costante.
Un metro cubo del nucleo solare emette in media circa 276 watt, più o meno quanto un cumulo di compost. Il Sole è abbagliante non per la potenza in un singolo punto, ma per le sue dimensioni: al suo interno ci sono così tanti metri cubi di questo tipo che, insieme, formano una stella.
Come la luce esce dal centro del Sole
A questo punto l'energia deve uscire. Il nucleo occupa circa un quarto del raggio, sopra di esso c'è la zona radiativa, che arriva fino al 70% del raggio, mentre il terzo esterno è convettivo. Lungo il percorso, la temperatura scende di quasi 3000 volte.
Temperatura all'interno del Sole, milioni di gradi: 15 al centro, circa 2 al confine della convezione, 0,006 sulla superficie
Gli strati sono disposti così per un motivo. Finché la materia è trasparente, il calore viene trasportato dalla radiazione. Avvicinandosi alla superficie, il gas si raffredda e diventa opaco, quindi la radiazione non riesce a passare: a quel punto si muove il gas stesso, quello caldo sale e quello raffreddato scende. Dall'esterno lo si vede come una trama granulosa: ogni «granulo» ha circa mille chilometri di diametro e dura circa dieci minuti.
Un fotone gamma proveniente dal nucleo viene quasi subito assorbito e riemesso, miliardi di volte, ogni volta in una direzione casuale. Le stime sul tempo necessario all'energia per raggiungere la superficie variano: da migliaia a centinaia di migliaia di anni. I 150 milioni di chilometri rimanenti fino alla Terra, invece, la luce li percorre in 8 minuti e 20 secondi.
Come sappiamo cosa succede dentro il Sole
Nessuno ha guardato dentro, ma esistono due vie indirette. I neutrini nascono nelle stesse reazioni e interagiscono con quasi nulla: lasciano il nucleo in un paio di secondi e arrivano ai rivelatori sulla Terra, fornendo un rapporto diretto dal centro. Inoltre il Sole produce suoni: la sua superficie oscilla e, dall'insieme delle frequenze, si ricavano la densità e la velocità del suono a varie profondità.
È ragionevole sperare che, in un futuro non troppo lontano, saremo in grado di comprendere una cosa semplice come una stella.
Perché il Sole splende in modo costante invece di divampare subito?
Come arriva l'energia dal nucleo solare alla superficie?
Fonti
- Modello solare standard
- parametri basati sui dati NASA, sulle misurazioni dei neutrini solari (SNO, Super-Kamiokande) e sull'eliosismologia (SOHO)
Il seguito della serie «Sole»
2 articoli per intero sul sito, ancora 2 nell'app
