Come funziona la trama
Storie di questo tipo seguono lo stesso schema presso popoli molto diversi. C’è un motivo, una guida o una condizione d’ingresso, un incontro con chi governa quel luogo e una regola da non infrangere. È proprio la regola a creare la trama: senza di essa non ci sarebbe dramma.
Il motivo. È morto qualcuno di caro, serve una risposta, occorre una prova. Lì non si va senza un motivo.
La condizione d’ingresso. Una guida, un ramo, un pagamento o una conoscenza speciale. La porta non si apre a tutti.
Il divieto. Non voltarti, non mangiare, non rispondere. La regola è semplice e quasi sempre viene infranta.
Il ritorno. L’eroina torna con una nuova conoscenza e senza qualcosa di importante. Non si torna mai indietro senza aver perso qualcosa.
Il divieto è di solito concepito in modo tale che infrangerlo sia quasi inevitabile, ed è proprio questo il punto. La storia non parla di astuzia, ma del fatto che attraversare un confine ha un prezzo. Chi ne uscisse senza una perdita renderebbe privo di significato il confine stesso.
- OrfeoScende per la moglie, ottiene il permesso di portarla fuori e si volta proprio all’uscita. La perde una seconda volta.
- EracleVa a prendere il cane a tre teste come sua ultima impresa. È l’unico a uscire portando qualcosa con sé, e solo perché questa è la condizione dell’impresa.
- InannaNel mito sumero, la dea scende da sola e a ogni porta si toglie una parte dei vestiti e del potere. Può tornare solo al prezzo di uno scambio.
La versione sumera è più antica di quelle greche di oltre mille anni e in essa lo schema è già completamente definito. È una delle storie più antiche messe per iscritto dall’umanità e in seguito si ripete quasi senza cambiamenti in culture molto diverse.
Perché si raccontavano queste storie
Il primo scopo è semplice: spiegare la morte come un viaggio e darle una forma comprensibile. Un mondo dei morti con porte, un fiume e un sovrano si può immaginare, a differenza del nulla, e con quel mondo si può trattare: portare un dono, chiedere, negoziare.
Il secondo è mostrare la crescita. La discesa e il ritorno funzionano come un rito di passaggio: una persona parte in un modo, attraversa l’oscurità e torna in un altro. Prove simili esistevano anche nella vita reale e il mito le descrive su scala più grande.
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Fonti
- La storia della discesa nel mondo dei morti è nota nell’antichità come catabasi
- il mito sumero della discesa di Inanna fu messo per iscritto nel II millennio a.C. ed è considerato una delle sue versioni più antiche