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Che cosa fece davvero Prometeo

Redazione di Miqo · 2 fonti

La sequenza

  1. La spartizione del toro. Dispone due parti: la carne sotto una pelle dall’aspetto poco appetitoso e le ossa sotto uno strato di grasso. Il dio sceglie la seconda.

  2. Agli dèi si risponde di no. In risposta, agli esseri umani viene tolto il fuoco: gli ingannatori restano con la carne cruda.

  3. Il furto del fuoco. Trasporta un tizzone dentro lo stelo cavo di una pianta e restituisce il fuoco agli esseri umani.

  4. La doppia punizione. A lui tocca un supplizio eterno su una roccia, mentre agli esseri umani viene mandata una donna con un vaso da cui escono tutti i mali.

Il primo passaggio spiega l’usanza del sacrificio. Il mito risponde a una domanda quotidiana: perché agli dèi si bruciano ossa e grasso, mentre gli esseri umani mangiano la carne? Perché una volta le parti furono divise così, e da allora si è sempre fatto in questo modo.

Il terzo passaggio contiene un dettaglio pratico: lo stelo di una determinata pianta continua davvero a covare la brace al suo interno per molto tempo e veniva usato per trasportare il fuoco. Il mito si basa su qualcosa di familiare a chi lo ascoltava.

Un dono non è mai gratuito. Nel mito, ogni dono portato agli esseri umani è seguito da un prezzo, pagato da entrambe le parti: da chi lo offre e da chi lo riceve.

Che cos’altro portò

Nella versione drammatica, l’elenco va molto oltre il fuoco: il calcolo, la scrittura, l’addomesticamento degli animali, la navigazione, la cura con le erbe e la lettura dei segni. Si rivela meno un ladro che un maestro dei mestieri.

Il suo nome significa qualcosa come «lungimirante», e ha un fratello il cui nome significa l’opposto: «saggio dopo il fatto». È proprio il fratello ad accettare la donna che gli viene mandata, nonostante l’avvertimento.

Sul vaso bisogna chiarire un errore diffuso. Nel testo originale è un grande recipiente per conservare le provviste, non una scatola; la scatola è comparsa in una traduzione successiva e si è affermata nella tradizione europea.

La storia si conclude con la sua liberazione: secoli dopo, un eroe di passaggio lo libera. Le condizioni della liberazione cambiano nelle diverse versioni, ma resta il motivo del perdono dopo una lunga punizione.

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Fonti

  1. La storia comprende la spartizione del sacrificio, la sottrazione del fuoco, il suo furto in uno stelo di nartece e la doppia punizione
  2. nella tragedia, al Titano viene attribuito l’insegnamento dei mestieri agli esseri umani, mentre il vaso del mito della prima donna è diventato una scatola nella tradizione successiva a causa di un errore di traduzione