Come si spiegavano le epidemie
La logica era basata sull'osservazione. Ci si ammalava più spesso dove c'era cattivo odore: vicino alle paludi, ai fossi di scolo e nei quartieri affollati e poco ventilati. Da qui la conclusione che il contagio fosse l'aria stessa, resa insalubre, e che respirarla fosse pericoloso.
La spiegazione funzionava abbastanza bene nella pratica. Permetteva di prevedere dove sarebbe scoppiata un'epidemia e suggeriva cosa fare: ventilare, rimuovere i rifiuti, prosciugare le paludi, tenere le abitazioni e le discariche più lontane le une dalle altre.
- antichitàLe malattie vengono collegate alle esalazioni della terra e all'acqua stagnante; nasce l'idea dell'aria cattiva.
- XIX secoloLe città crescono, le epidemie diventano più frequenti e la teoria dei miasmi diventa la base delle riforme sanitarie.
- 1854Un'epidemia in un quartiere di Londra viene collegata a una sola colonnina dell'acqua, non all'aria.
- anni 1880Gli agenti patogeni vengono isolati e osservati al microscopio; la spiegazione basata sull'aria viene abbandonata.
La svolta non fu una confutazione in una discussione, ma una mappa. Un medico riportò i casi in base agli indirizzi e vide che si concentravano intorno a una sola colonnina, non intorno alla fonte del cattivo odore, e chiese di rimuoverne la maniglia.
Che cosa ne consegue
Una teoria sbagliata è solo tempo perso, finché non si trova la vera causa.
Le riforme sanitarie nate da essa ridussero la mortalità nelle città già prima della scoperta degli agenti patogeni: le fognature e la rimozione dei rifiuti aiutavano indipendentemente dalla spiegazione.
Il motivo della coincidenza è semplice: i liquami erano davvero una fonte, ma il pericolo non era l'odore. Erano l'acqua e il contatto. Le misure colpirono il bersaglio, pur sbagliando la spiegazione: una fortuna rara, ma non unica, nella storia della scienza.
C'era anche un rovescio della medaglia. Finché si credeva nell'aria cattiva, si dedicavano energie alla fumigazione, ai falò nelle strade e ai rimedi aromatici, mentre bollire semplicemente l'acqua e lavarsi le mani furono a lungo considerati poco importanti.
La teoria ha lasciato una traccia nella lingua. Il nome di una delle malattie più note significa letteralmente «aria cattiva», anche se a trasmetterla sono le zanzare, non le esalazioni.
Come spiegava le epidemie la teoria dei miasmi?
In che modo si rivelò utile la teoria sbagliata?
Fonti
- La teoria dei miasmi spiegava le epidemie come conseguenza dell'inalazione di aria corrotta e determinò le politiche sanitarie delle città europee fino alla seconda metà del XIX secolo. L'indagine sull'epidemia di colera nel quartiere londinese di Soho nel 1854 collegò i casi a una specifica fonte d'acqua. La teoria microbica si affermò dopo i lavori sull'isolamento degli agenti patogeni negli anni 1870-1880
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