Come si svolse
- PrimaveraPrima ondata: molte persone si ammalano, ma poche muoiono. Molti Paesi quasi non se ne accorgono, sullo sfondo della guerra.
- AutunnoLa seconda ondata è la più letale. È in questa fase che si concentra la maggior parte dei decessi.
- InvernoLa terza ondata è più debole. Aumenta il numero di chi ha già avuto la malattia e per il virus diventa più difficile trovare nuove persone da contagiare.
- In seguitoI focolai si spengono. I discendenti di quel virus continuano a circolare tra le persone per decenni.
La seconda ondata è il principale enigma di quell'epidemia. Quella autunnale uccideva una quota sproporzionata di persone giovani e sane, cosa insolita per l'influenza; le spiegazioni sono ancora discusse e non esiste una risposta univoca.
Una parte significativa dei decessi non fu causata dal virus in sé, ma dalla polmonite batterica che insorgeva in seguito. Gli antibiotici non esistevano ancora, e questo determinò in larga misura la mortalità.
Perché le città furono colpite in modo diverso
Il confronto tra le città americane è diventato un esempio da manuale. Dove gli eventi di massa furono annullati nei primi giorni, la curva dei decessi risultò nettamente più bassa; dove la parata si svolse nonostante gli avvertimenti, risultò diverse volte più alta.
A fare la differenza furono la rapidità e la durata. Le restrizioni introdotte presto e revocate non subito davano i risultati migliori; quelle introdotte tardi aiutavano poco, mentre quelle revocate troppo presto portavano a una nuova impennata.
Le misure erano le stesse che conosciamo anche oggi: chiusura di scuole e teatri, divieto di assembramenti, isolamento delle persone malate, obbligo di indossare la mascherina. Da allora, in questo ambito, non è comparso nulla di sostanzialmente nuovo.
Il virus, però, non è scomparso. I suoi discendenti diretti hanno causato l'influenza stagionale per decenni, e il suo genoma è stato letto a partire da campioni di tessuto conservati nel permafrost.
Cosa fermò la pandemia del 1918?
Da cosa dipendeva la mortalità nelle diverse città?
Fonti
- La pandemia influenzale del 1918-1920 si concluse in assenza di trattamenti specifici e vaccini
- una parte significativa dei decessi è legata alla polmonite batterica secondaria. Il confronto tra le città ha mostrato che la mortalità dipendeva dai tempi di introduzione e dalla durata delle restrizioni non farmacologiche
Il seguito della serie «Epidemie»
2 articoli per intero sul sito, ancora 3 nell'app
