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Perché Loki non è proprio un cattivo

Redazione di Miqo · 1 fonte

Che cos’è un trickster

Personaggi di questo tipo esistono presso popoli molto diversi: l’astuto, l’ingannatore, il trasgressore delle regole. Non combatte gli dèi: si mette loro tra i piedi e, con le sue trovate, cambia la situazione. È attraverso di lui che nel mondo compaiono nuovi oggetti e nuove regole.

Un eroe così funziona come un motore. Finché tutto è in ordine, non c’è nulla da raccontare: le storie cominciano con una trasgressione. Ecco perché ogni mitologia ha bisogno di un trickster, e giudicarlo in termini di bene e male è tanto insensato quanto giudicare un colpo di scena.

Nota lo schema: ogni storia comincia con una sua colpa e finisce con una soluzione trovata da lui. Gli dèi minacciano regolarmente di ucciderlo e ogni volta lo lasciano in vita, perché senza di lui non riuscirebbero a uscire dal guaio successivo.

✕ MITO

Loki è il diavolo scandinavo, il nemico originario degli dèi.

✓ FATTO

Nella maggior parte delle storie è un compagno e un complice, non un avversario. La netta contrapposizione tra bene e male è arrivata in seguito, insieme alla visione cristiana di chi ha messo per iscritto questi miti.

Come diventa davvero un nemico

La svolta avviene nella storia della morte del dio luminoso, in cui Loki si rivela colpevole senza portare alcun beneficio agli altri. Dopo questo episodio viene incatenato e, alla fine dei tempi, si schiera dalla parte delle forze che distruggono il mondo.

Vale la pena ricordare come facciamo a sapere tutto questo. I miti sono stati messi per iscritto due o tre secoli dopo l’adozione del cristianesimo, da persone per cui la contrapposizione tra bene e male era familiare. È difficile giudicare quanto questa cornice abbia modificato le storie originarie.

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Fonti

  1. Le principali fonti sulla mitologia norrena sono l’Edda poetica e l’Edda in prosa, messe per iscritto nel XIII secolo, oltre due secoli dopo la cristianizzazione dell’Islanda