Com'è andata
Compare il termine. I medici descrivono un impulso irresistibile a rubare oggetti di cui una persona non ha bisogno e che può permettersi di comprare.
Compaiono i grandi magazzini. Per la prima volta, la merce è esposta apertamente e si può toccare. Il numero dei furti nei negozi aumenta bruscamente.
Compare una spiegazione. I furti commessi da donne di famiglie benestanti vengono spiegati come una malattia, non come un atto deliberato.
Compare la disuguaglianza. Lo stesso furto commesso da una donna povera resta un crimine. La diagnosi non è accessibile a tutte.
È proprio questo quarto passaggio a costituire la principale critica degli storici a questa vicenda. La diagnosi permetteva di evitare la vergogna e il processo a chi poteva permettersi un medico e un avvocato.
Oggi le spiegazioni di quell'epoca sembrano assurde. L'impulso veniva collegato all'organismo femminile, agli svenimenti e all'influenza dei negozi sui nervi, e tutto questo veniva presentato come medicina.
Cosa sappiamo oggi
Il disturbo esiste davvero ed è incluso nei sistemi di classificazione, ma è molto raro: riguarda una frazione di percento. Il suo tratto distintivo non è il furto in sé, ma il fatto che l'oggetto non serva, non abbia valore per la persona e spesso venga poi gettato o restituito.
La stragrande maggioranza dei furti nei negozi non ha nulla a che fare con questo disturbo. Le persone rubano per guadagno, per necessità o sotto l'impulso del momento: si tratta di normali illeciti, non di una condizione medica.
Va sottolineato anche che il disturbo comporta una forte sofferenza. La persona non prova piacere per l'oggetto, si vergogna e spesso nasconde ciò che sta accadendo per anni, senza chiedere aiuto.
Questa storia mostra bene come un termine medico possa svolgere una funzione sociale. La diagnosi spiegava ciò che non rientrava nelle idee dell'epoca: perché una donna benestante rubasse qualcosa che poteva permettersi di comprare.
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Fonti
- Il termine è stato introdotto all'inizio del XIX secolo e si è diffuso con lo sviluppo dei grandi magazzini
- gli storici sottolineano che veniva applicato selettivamente in base alla posizione sociale dell'accusata. Nei moderni sistemi di classificazione, il disturbo è descritto come raro, con la caratteristica assenza di valore pratico degli oggetti rubati