Come è strutturato l'elenco
Le domande sono divise in tre parti. La prima è molto semplice: con chi vorresti cenare, com'è la tua giornata ideale. La seconda è decisamente più personale: il tuo ricordo più caro, ciò di cui ti vergogni. La terza è quasi intima: le tue paure, le persone a te care, la morte.
L'ordine non è un semplice dettaglio. Se si comincia dall'ultima parte, le persone si chiudono: una domanda troppo personale da parte di uno sconosciuto sembra un'invasione. La gradualità fa sì che ogni passo successivo sia solo un po' più impegnativo del precedente.
Rispondere a turno. Un'apertura a senso unico aiuta poco a creare vicinanza e spesso spaventa l'altra persona.
Le domande diventano gradualmente più personali. Ognuna è un po' più personale della precedente, senza bruschi salti.
Nessuno valuta le risposte. L'obiettivo non è essere d'accordo, ma ascoltare. Discutere distrugge l'effetto più rapidamente di qualsiasi altra cosa.
Alla fine, guardatevi in silenzio per quattro minuti. A molti questo passaggio sembra strano, ma fa parte della procedura originale.
Il primo passo è più importante degli altri. A creare vicinanza è lo scambio: una persona racconta qualcosa di sé e riceve subito una risposta altrettanto profonda. Se risponde una sola persona, si creano imbarazzo e senso di obbligo, non vicinanza.
Cosa non fa la procedura
Queste domande fanno innamorare.
Lo studio originale misurava il senso di vicinanza, non l'innamoramento. La vicinanza cresceva effettivamente molto più che in una normale conversazione. La storia della coppia che si è sposata dopo un esperimento del genere è un caso a parte, non un risultato della ricerca.
È utile capire che cosa è stato effettivamente dimostrato. La progressiva apertura reciproca crea rapidamente un senso di vicinanza, e questo risultato è stato replicato. Da questi studi non risulta né è stato verificato che porti a relazioni durature.
C'è anche un secondo utilizzo, meno noto. Procedure simili sono state sperimentate per avvicinare persone appartenenti a gruppi diversi, tra i quali esistevano pregiudizi, e anche in quei casi la conversazione ha portato a una riduzione della diffidenza.
Tutto questo funziona anche senza un elenco. Basta il principio: rispondere a turno, passare dal semplice al personale e non valutare ciò che viene detto. L'elenco ti evita soltanto di dover inventare le domande sul momento.
Che cosa rende efficace la procedura?
Che cosa misurava lo studio originale?
Fonti
- La procedura di apertura reciproca graduale è stata descritta in uno studio del 1997
- è stato misurato il senso di vicinanza tra i partecipanti, non la nascita di relazioni romantiche
Il seguito della serie «Amicizia»
2 articoli per intero sul sito, ancora 3 nell'app
