La morte è descritta come un viaggio
Per una persona è difficile immaginare il nulla assoluto: la mente non ne ha esperienza. Conosce però l'esperienza di partire, oltre l'orizzonte, attraverso un fiume, verso un altro Paese dal quale non si torna. La morte viene descritta con questo linguaggio familiare, e poi il linguaggio comincia a plasmare il rito.
- Morte
- Viaggio
- Attraversamento
- L'altra riva
Una volta accettata la metafora del viaggio, tutto il resto viene da sé. Un viaggio deve avere un ostacolo, e spesso questo ostacolo è l'acqua: fiumi o mari separano i vivi dai morti in moltissime culture. Per attraversare serve un traghettatore, e il traghettatore deve essere pagato.
- Barca nel tumuloIn Scandinavia le persone di alto lignaggio venivano sepolte in vere navi, che poi venivano ricoperte di terra. L'imbarcazione non navigava sull'acqua, ma serviva allo scopo.
- Moneta in boccaGreci e Romani mettevano in bocca al defunto una piccola moneta, come pagamento per il traghettatore che lo avrebbe portato oltre il fiume dei morti. Gli archeologi trovano queste monete nelle sepolture.
- Recipienti con ciboContenitori, grano, strumenti. Il viaggio è lungo e sull'altra riva possono servire le stesse cose utili qui.
Anche dove i poeti scrivevano dell'usanza della moneta, questa non era universale. Le monete si trovano in alcune sepolture, non in tutte, e talvolta accanto al corpo invece che in bocca. Come ogni tradizione viva, il rito esisteva in versioni diverse.
Perché serviva ai vivi
C'era anche una seconda ragione, del tutto terrena. I funerali sono un lavoro per i vivi, non per i morti. Preparare qualcuno per il viaggio significa compiere un'ultima azione con un ordine e una conclusione chiari. Dopo, il dolore continua, ma il compito è svolto.
Ecco anche da dove nasce la rigidità delle regole. In molte culture si pensava che chi non fosse stato sepolto o fosse stato preparato nel modo sbagliato non avrebbe raggiunto la destinazione e sarebbe rimasto tra i mondi. Questa paura teneva in scacco i vivi, non i morti: trasformava l'addio in un dovere che non si poteva rimandare.
Secondo la stessa logica, nella tomba non si mettevano cose qualsiasi, ma proprio quelle necessarie per il viaggio. La differenza tra una sepoltura ricca e una povera è enorme, e grazie a questa differenza gli archeologi ricostruiscono l'organizzazione della società con molta più affidabilità che attraverso i miti.
Perché nella tomba si mettevano barche, monete e provviste?
Perché il rito funebre serviva a chi restava?
Fonti
- Le sepolture in nave della Scandinavia e le monete nelle sepolture antiche sono ritrovamenti archeologici. Gli storici discutono su quanto fosse diffusa l'usanza di pagare il traghettatore: le fonti scritte la presentano come più universale di quanto non mostrino gli scavi
Il seguito della serie «Aldilà»
2 articoli per intero sul sito, ancora 2 nell'app
