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Perché le donne che commettono reati vengono descritte diversamente

Redazione di Miqo · 1 fonte

La rarità cambia il tono

Le donne commettono molti meno reati, soprattutto quelli violenti. Secondo il World Prison Brief, le donne rappresentano circa il 7% delle persone detenute nel mondo: la percentuale varia da Paese a Paese, ma non è mai vicina alla metà. Per una redazione significa una cosa: un caso che coinvolge una donna è già una notizia, semplicemente perché è poco frequente.

E un evento raro richiede una spiegazione. Di un uomo che ha colpito il vicino si possono scrivere tre righe: aveva bevuto, avevano litigato per il parcheggio. Chi legge arriverà alla fine senza chiedersi «perché». Ma con una donna se lo chiederà. Così l'articolo riempie il vuoto con ciò che ha a disposizione: una foto, lo stato civile, i figli, il modo in cui si è comportata in tribunale.

7%

Le donne rappresentano circa il 7% delle persone detenute nel mondo

Vengono infrante due regole insieme

I criminologi lo chiamano doppia devianza. Un uomo che commette un reato ha infranto la legge. Agli occhi di chi legge, una donna ha infranto anche un'aspettativa implicita: che si prenda cura degli altri invece di fare loro del male. Vengono esaminati entrambi gli aspetti, e il secondo spesso occupa nell'articolo più spazio del primo.

Da qui nascono due schemi pronti, tra cui l'articolo sceglie. O «è lei stessa una vittima»: l'hanno spinta a farlo, un uomo l'ha coinvolta, non capiva quello che stava facendo. Oppure «è un mostro»: fredda, priva di istinto materno, «non ha nemmeno pianto alla lettura della sentenza». La via di mezzo, quella di una persona comune che fa un calcolo comune, quasi non esiste, anche se i motivi delle donne sono gli stessi: bisogno, paura, vendetta, tentativo di uscire da una situazione.

L'articolo finisce quasi sempre a uno dei due estremi. La parte centrale, dove il motivo viene spiegato con la stessa semplicità usata per un uomo, resta vuota.

Lo squilibrio si vede anche nei dettagli che finiscono nell'articolo. L'elenco è quasi sempre lo stesso.

  • Aspetto «Attraente» o «trasandata»: giudizi che di solito non compaiono negli articoli sugli uomini.
  • Maternità Se ha figli e che madre è stata, anche quando il caso non riguarda i figli.
  • Un uomo accanto L'ipotesi che «abbia agito sotto l'influenza di qualcun altro» compare prima che il tribunale l'abbia verificata.
  • Psiche Il motivo viene cercato in un crollo o nell'instabilità, non nel calcolo.

Il modo più semplice per verificarlo è tornare con la memoria all'ultima notizia del genere: che cosa ti è rimasto?

Che cosa ricordi dell'ultima notizia su una donna alla sbarra?

Che aspetto aveva e come si comportava38%
Se aveva figli e marito32%
Che cosa aveva fatto esattamente30%

Non riguarda solo i giornali. Le ricerche sulle condanne rilevano più spesso che, in media, le donne ricevono pene più lievi per reati comparabili, ma quando un reato infrange l'immagine della persona che si prende cura degli altri, la reazione può essere più dura del solito. Quanto sia forte ciascun effetto è ancora oggetto di discussione.

C'è anche una verifica diretta: cambia mentalmente il genere nell'articolo e rileggilo. Se il paragrafo sull'acconciatura, sulle lacrime e sull'essere «una buona madre» ti sembra strano, allora non parlava del reato.

Mettiti alla prova1 / 2

Perché gli articoli sui reati delle donne si concentrano spesso sui dettagli personali?

Fonti

  1. Percentuale di donne tra le persone detenute: World Prison Brief. «Doppia devianza» e analisi degli schemi nella copertura mediatica: studi di genere nella criminologia e analisi dei contenuti della stampa. Percentuali del sondaggio: voti delle lettrici e dei lettori di Miqo

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