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Perché si portavano i corsetti

Redazione di Miqo · 1 fonte

L’abito non stava su da solo

Fino all’inizio del XX secolo, l’abito femminile veniva confezionato come un involucro per una forma prestabilita. Il corpetto era tagliato in modo rigido e preciso, senza agio e senza spalline. La forma veniva da ciò che c’era sotto: un corsetto di tela resistente, rinforzata con stecche di fanone, canna o acciaio. Trasformava il torso morbido in una superficie liscia, su cui il corpetto aderiva senza pieghe.

Aveva anche una seconda funzione, ricordata di rado: il corsetto sosteneva il seno, perché il reggiseno nella forma che conosciamo non esistette fino a circa il 1900. E una terza: le sottogonne e, a metà del XIX secolo, anche i cerchi della crinolina pesavano parecchio. Si annodavano sopra il corsetto, così il peso gravava sull’intero torso e non su un unico nastro.

  1. Camiciola. Una camicia sottile a contatto con la pelle nuda: si lavava, mentre il corsetto quasi mai.

  2. Corsetto. Si allacciava sopra la camiciola. Da quel momento, il torso aveva una forma.

  3. Gonne. Le sottogonne si annodavano in vita sopra il corsetto: era lui a sostenere il peso.

  4. Abito. Il corpetto veniva indossato per ultimo, sulla forma già pronta: per questo era tagliato così aderente.

La stretta allacciatura esisteva, ma era un caso estremo: già allora i caricaturisti la deridevano e i medici la condannavano. Non si sa con certezza quanto fosse diffusa.

✕ MITO

Le donne si facevano rimuovere le costole inferiori per avere la vita stretta.

✓ FATTO

Non esistono casi confermati di questo intervento nel XIX secolo: è una leggenda metropolitana ancora viva. La chirurgia dell’epoca era estremamente rischiosa e spesso mortale, e non ci si sottoponeva a un’operazione per avere la vita stretta.

Puoi verificare la leggenda con un righello: i corsetti sono arrivati fino ai musei. Lì è rarissimo trovare vite da 40 cm.

Vita dei corsetti del XIX secolo conservati nei musei, distribuzione approssimativa

Meno di 50 cm5%
50-65 cm70%
Più di 65 cm25%

Si portava nei campi e ai balli

Il corsetto non era un privilegio delle donne ricche. Lo portavano anche lavandaie, contadine e operaie di fabbrica, in versioni più economiche e resistenti, allacciate più morbidamente. A giudicare dalle testimonianze dell’epoca, durante i lavori pesanti era più un sostegno che un ostacolo. E uscire di casa senza corsetto equivaleva più o meno a uscire oggi in biancheria intima.

Il corsetto scomparve non perché le donne avessero improvvisamente capito tutto, ma perché scomparvero le sue funzioni. Il reggiseno prese il suo posto nel sostegno del seno, le gonne divennero più leggere e i tagli più morbidi: dagli anni 1910, l’abito stava su da solo, appoggiato alle spalle. Ci si mise anche la guerra: le donne andarono a lavorare nelle fabbriche, dove una struttura rigida era d’intralcio. Negli anni 1920, la silhouette diventò dritta e non c’era più nulla da modellare.

Il corsetto non era una cintura per la vita, ma una struttura portante: biancheria, reggiseno e gruccia per l’abito in un solo capo. Scomparve non perché cambiarono i costumi, ma quando altri indumenti ne assunsero le funzioni.

Mettiti alla prova1 / 2

Perché l’abito aveva bisogno del corsetto?

Fonti

  1. Sulla base delle collezioni museali di corsetti del XVIII-XIX secolo e dei lavori degli storici del costume. La distribuzione delle taglie è approssimativa: nei musei arrivavano più spesso capi eleganti che abiti da lavoro. La diffusione della stretta allacciatura viene stimata sulla base della stampa e delle caricature

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