Un posto nell'ordine del mondo
- Dèi
- Faraone
- Sacerdoti
- Popolo
Lo schema chiarisce il punto essenziale. Nel Paese si celebravano moltissimi rituali e, formalmente, erano tutti considerati compito del faraone: i sacerdoti agivano come suoi sostituti. Una sola persona non poteva essere fisicamente ovunque, ma secondo i documenti lo era.
Da qui nasceva anche la responsabilità. Se la piena era debole e il raccolto scarso, non era solo una questione di condizioni meteorologiche: si riteneva che l'ordine fosse stato turbato e a risponderne fosse colui che occupava il secondo gradino.
Che cosa significava essere un dio
Gli Egizi ritenevano che il faraone fosse un dio onnipotente e immortale.
Era l'incarnazione di una determinata divinità nel suo ruolo terreno, ma restava comunque un essere umano mortale: si ammalava, invecchiava e moriva. Diventava pienamente divino dopo la morte, ed era proprio a questo passaggio che si preparavano le tombe.
Le concezioni cambiarono nel tempo. Nei periodi più antichi la figura del sovrano era più vicina a quella di una divinità; in seguito l'accento si spostò sul ruolo di figlio di un dio, che agiva per suo mandato. In tremila anni non ci fu una completa uniformità.
Il senso pratico di questa costruzione è evidente. Univa un Paese enorme senza un esercito permanente in ogni zona: il potere si reggeva non solo sulla forza, ma anche sull'idea che la sua assenza avrebbe significato il crollo dell'ordine del mondo.
Lo dimostra anche il concetto centrale del pensiero egizio: l'ordine, contrapposto al caos. Il compito del sovrano era preservare il primo e impedire il secondo; in queste parole rientravano i rituali, l'amministrazione della giustizia e la difesa dei confini.
Costruzioni simili comparivano anche in altre società: il sovrano come figlio del cielo, come unto o come discendente di una divinità. I dettagli cambiavano, ma la funzione era la stessa: collegare il potere all'ordine del mondo.
Che cosa era considerato divino?
Gli Egizi ritenevano che il faraone fosse immortale?
Fonti
- Gli egittologi descrivono lo stato del sovrano come una divinità legata alla carica: egli agiva da intermediario tra gli dèi e gli uomini ed era responsabile del mantenimento dell'ordine del mondo, pur restando mortale
Il seguito della serie «Miti egizi»
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