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Chi erano gli dèi egizi con la testa di animale

Redazione di Miqo · 2 fonti

Perché proprio questi animali

  • Falco. Vola più in alto di tutti e vede dall'alto. Da qui il legame con il cielo, il sole e il potere regale.
  • Sciacallo. Si aggira ai margini degli insediamenti e vicino alle sepolture. Chi frequenta già i cimiteri diventa il loro custode.
  • Ibis. Ha il becco ricurvo e un'andatura misurata. L'uccello era associato agli scribi, al calcolo e alla saggezza.
  • Mucca. Nutre e protegge i suoi piccoli. Da qui il legame con la maternità, il cielo e la protezione.

Il secondo esempio spiega meglio di tutti la logica. Gli sciacalli scavavano davvero nelle sepolture poco profonde; fare dello sciacallo il custode del cimitero era un modo per trasformare una minaccia in protezione, una pratica nota in molte culture.

È importante anche che l'aspetto non fosse fisso. La stessa divinità poteva essere raffigurata come un animale per intero, come un essere umano con la testa di animale oppure come completamente umana, a seconda dell'epoca, del luogo e dello scopo dell'immagine.

Come leggerla

L'immagine egizia è più vicina alla scrittura che alla pittura. La testa, il copricapo, l'oggetto tenuto tra le mani e il colore della pelle hanno ciascuno un significato e identificano il personaggio. L'immagine si leggeva, non si osservava soltanto.

Per questo le figure sembrano "sbagliate" dal punto di vista della pittura europea. Le spalle sono ruotate, la testa è di profilo, l'occhio è frontale: non mostrano una vista da un solo punto, ma l'angolazione più riconoscibile di ogni parte.

La figura egizia è più vicina all'estremità destra: ogni dettaglio identifica il personaggio, invece di mostrarne l'aspetto
Immagine come ritrattoImmagine come iscrizione

Da qui deriva anche la cautela necessaria nelle interpretazioni. Il significato dei dettagli è cambiato nell'arco di tremila anni, e ciò che vale per un'epoca può essere sbagliato per un'altra: la distanza tra loro è maggiore di quella tra noi e l'antica Roma.

Va poi fatta una distinzione sugli animali in quanto tali. Non erano considerati dèi: si venerava non un gatto o un ibis specifico, ma ciò che l'animale rappresentava, anche se le mummie di animali venivano realizzate in quantità enormi.

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Fonti

  1. Le immagini miste delle divinità nella tradizione dell'antico Egitto usavano l'aspetto dell'animale per indicarne la funzione
  2. l'aspetto della stessa divinità variava a seconda delle epoche e dei contesti. L'arte egizia si basava sulla rappresentazione delle angolazioni più riconoscibili di ogni parte della figura, anziché su un unico punto di vista