Da dove nasce un senso di colpa senza colpa
Per una persona è difficile accettare il puro caso. Quando non c'è una spiegazione, la mente la cerca nelle proprie azioni: non eri seduto lì, avevi detto un'altra cosa, eri andato via prima, avevi preso l'ultimo posto. Così il caso si trasforma in una decisione, e di una decisione puoi sentirti colpevole.
C'è anche un secondo motivo. Per quanto possa sembrare strano, la colpa è più facile da sopportare della totale impotenza: se sono colpevole, allora qualcosa dipendeva da me. Ammettere che nulla dipendeva da me fa più paura, così la psiche sceglie la colpa.
L'ultimo punto fa durare a lungo questa condizione. La persona pensa di non avere diritto al sostegno, perché non è stata colpita direttamente, e rimane sola con tutto questo. Eppure è proprio la possibilità di parlarne ad aiutare di più.
Che cosa aiuta
Dagli un nome. Questo sentimento ha un nome e lo provano moltissime persone. Capire che è una reazione tipica alleggerisce almeno in parte il peso.
Distingui colpa e coinvolgimento. Chiederti «Avrei potuto saperlo allora?» di solito riporta l'attenzione a ciò che era possibile sapere in quel momento, non a ciò che sai adesso.
Trova chi ti capisce. Parlare con chi era lì funziona meglio delle spiegazioni di chi è rimasto fuori: non devi convincerlo che è successo.
Dai una forma alla colpa. Aiutare gli altri, custodire la memoria, occuparti di qualcosa di concreto. Non come espiazione, ma come modo per tornare ad agire.
Vale la pena parlare anche dei tempi. Vivere questa esperienza è normale nei primi mesi. Se non si attenua per anni e ti impedisce di dormire, lavorare e stare con le persone, è un motivo per rivolgerti a una specialista, non una questione di forza di volontà.
Perché chi sopravvive si sente in colpa?
Che cosa aiuta di più questa persona?
Fonti
- Il senso di colpa del sopravvissuto è stato descritto negli studi sulle conseguenze delle catastrofi e dell'esperienza militare
- nelle classificazioni moderne è considerato parte di una risposta più ampia al trauma, non una diagnosi distinta
Il seguito della serie «Bambini in guerra»
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