La luce è sempre in ritardo
La velocità della luce è di circa 300 000 chilometri al secondo. In un nanosecondo percorre circa 30 centimetri: vedi lo schermo che puoi raggiungere con la mano con un ritardo di un paio di nanosecondi. Sulla Terra questo non dà fastidio a nessuno: le distanze sono troppo brevi perché il ritardo si possa notare.
Nello spazio le distanze sono diverse e il ritardo diventa decisivo. La luce della Luna impiega circa 1,3 secondi per arrivare fino a te. Quella del Sole impiega 8 minuti e 20 secondi: se il Sole si spegnesse proprio adesso, lo scopriresti solo dopo più di otto minuti, e per tutto quel tempo il cielo apparirebbe del tutto normale.
Più lontano, il ritardo cresce. Sirio, la stella più luminosa del cielo, si mostra com'era quasi nove anni fa. La distanza dalla Polare è stimata tra 320 e 430 anni luce, ma quella esatta è ancora oggetto di dibattito. E la nebulosa di Andromeda, visibile in una notte buia senza alcun telescopio, ci invia luce partita due milioni e mezzo di anni fa. Il cielo notturno non è l'istantanea di un unico momento, ma una torta a strati composta da epoche diverse.
«Le stelle che vedi sono morte da tempo» è quasi sempre falso
È una frase suggestiva, per questo la si ripete. Ma confonde due idee: se la luce è vecchia, allora la sorgente non esiste più. Verificarlo è semplice. L'occhio umano distingue circa 9 000 stelle su tutto il cielo, e quasi tutte si trovano a meno di qualche migliaio di anni luce. Le stelle però vivono per milioni di anni, nel caso delle più massicce e dalla vita più breve, o per miliardi, come il Sole. La probabilità che una determinata stella sia morta proprio durante le centinaia di anni impiegate dalla sua luce per arrivare fin qui è minuscola.
Stelle visibili a occhio nudo già morte: secondo le stime, meno dell'1%
Esistono eccezioni. Betelgeuse, nella costellazione di Orione, è una supergigante rossa, a una distanza stimata tra 500 e 700 anni luce. Concluderà davvero la sua vita con un'esplosione di supernova, ma quando esattamente è una questione aperta: le stime vanno dalle prossime decine di migliaia di anni a un periodo molto più lungo. Se l'esplosione è già avvenuta, lo scopriremo solo tra secoli. Ma si tratta di una stella, non dell'intero cielo.
- Dirlo con precisione: «La luce di Sirio ha impiegato quasi nove anni per arrivare fino a noi».
- Guardare la distanza in anni luce: è l'età della luce.
- Ricordare che ogni osservazione comporta un ritardo, solo che da vicino non si nota.
- Ripetere «tutte queste stelle sono morte da tempo»: quasi nessuna lo è.
- Confondere «la luce è vecchia» con «la sorgente non esiste più»: sono affermazioni diverse.
- Aspettarsi di vedere il lampo di una stella lontana nel momento in cui si verifica.
Perché, guardando una stella lontana, ne vedi il passato?
La vecchia luce di una stella significa che la stella non esiste più?
Fonti
- Le distanze si basano su misurazioni astrometriche (le missioni Hipparcos e Gaia)
- il numero di stelle visibili a occhio nudo si basa sui cataloghi delle stelle luminose fino alla magnitudine 6,5. Le stime delle distanze dalla Polare e da Betelgeuse variano tra i diversi studi, per questo sono indicati degli intervalli
Il seguito della serie «Stelle»
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