Conto pagato, ordine cancellato
Si racconta che lo psicologo Kurt Lewin se ne sia accorto in un caffè: un cameriere gestiva un tavolo numeroso senza prendere un solo appunto, ma appena i clienti ebbero pagato non riusciva più a ricordare che cosa avesse portato. La scena viene raccontata in modi diversi e oggi non è possibile verificarla. Da lì, però, è nato un esperimento di laboratorio.
Nel 1927 Bluma Zeigarnik pubblicò i risultati. Ai partecipanti venivano assegnati due dozzine di piccoli compiti, come comporre una figura, fare dei calcoli o modellare qualcosa, e circa la metà veniva interrotta a metà con un qualche pretesto. Poi veniva chiesto loro all’improvviso di elencare che cosa avessero fatto. I compiti interrotti venivano ricordati circa il doppio delle volte rispetto a quelli conclusi.
La spiegazione è quasi meccanica: intraprendere un compito crea tensione, e quella tensione mantiene da sola i suoi dettagli in primo piano. Portarlo a termine la scioglie: non c’è più nulla da trattenere. Il cameriere non ha una cattiva memoria: la sua memoria ha funzionato esattamente come doveva e ha liberato spazio per il tavolo successivo.
- Ordine preso
- Tensione
- Conto pagato
- Cancellato
Perché il primo passo è più difficile
Da qui arriva una conclusione sorprendente sulla pigrizia. Un compito che non hai iniziato non crea alcuna tensione: nella tua mente non c’è niente di aperto, niente da portare avanti, quindi dirti di darti una mossa non funziona. Ma appena apri il documento e scrivi la prima riga, anche se è maldestra, il compito diventa un compito interrotto. Da quel momento ti ricorda da solo che esiste.
L’effetto non è infallibile: si nota di più quando prevedi di tornare al compito e ci tieni, mentre in una parte delle repliche non è stato trovato affatto. Pensalo non come una leva, ma come una pendenza. E ogni pendenza ha un rovescio della medaglia: ciò che non hai concluso continua a girarti in testa anche di notte. Uno studio del 2011 ha mostrato che a ridurre l’invadenza non è solo portare a termine il compito: funziona anche un piano scritto e concreto, cioè che cosa farai esattamente dopo.
- Episodio sospesoUna scena si interrompe a metà e la ricordi a lungo, mentre gli episodi conclusi si fondono tutti insieme.
- Messaggio non inviatoUn messaggio che hai iniziato ma non hai inviato ti torna in mente da solo, mentre uno inviato scompare dopo un minuto.
- Lista della spesaLa ricordi a memoria mentre cammini per il negozio, ma il giorno dopo non riesci a ripeterla.
- Prima delle vacanzeUna sola email non finita ti torna in mente in spiaggia più spesso di dieci compiti conclusi.
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Fonti
- Zeigarnik B. V., «Sul ricordo delle azioni concluse e non concluse», 1927
- Masicampo & Baumeister, «Consider it done!», 2011, sul piano scritto che riduce l’invadenza di un compito non concluso