Venti minuti in una stanza sconosciuta
Alla fine degli anni Sessanta Mary Ainsworth ideò una scena di laboratorio che da allora è stata ripetuta migliaia di volte. Una stanza sconosciuta, giocattoli sul pavimento, un bambino di circa un anno, la mamma e un adulto sconosciuto. In circa venti minuti si susseguono otto brevi episodi: entra l'estraneo, la mamma esce e torna due volte. Una volta il bambino resta completamente solo nella stanza. Ogni separazione viene interrotta prima del previsto se per il bambino diventa troppo difficile.
Sembra che la cosa importante sia quanto forte piange: più urla, peggio vanno le cose. Ma il pianto quando la mamma esce dice di più sul temperamento e su come è andata la mattina. Un bambino si agita per ogni porta chiusa, un altro quasi mai - eppure entrambi possono rientrare nella stessa categoria.
L'ansia segue però un andamento prevedibile. Aumenta quando la porta si chiude, raggiunge il picco nell'episodio in cui nella stanza non resta nessun adulto e cala quando torna la mamma.
Bambino solo
Ansia del bambino: il picco arriva da solo, cala al ritorno
Cala - ma non in tutti lo si vede dall'esterno. Nei bambini che durante la separazione sembravano tranquilli e trafficavano con i giocattoli, il battito cardiaco durante il ricongiungimento restava alto quanto nei bambini che piangevano e, in parte degli studi, il livello dell'ormone dello stress dopo la procedura aumentava persino di più. Non accade in tutti gli studi, ma si ripete abbastanza spesso: non sono tranquilli. Hanno già imparato a non mostrarlo.
Decidono tutto i primi secondi del ricongiungimento
Per questo gli osservatori non guardano la porta, ma il ritorno: i primi minuti dopo che la porta si è riaperta. Il bambino va dalla mamma? Accetta di essere consolato? Poi torna ai giocattoli? Le tre risposte classiche sono queste.
Cosa fa un bambino di un anno quando torna la mamma
Sono proporzioni medie tratte da una grande rassegna di studi della fine degli anni Ottanta; da paese a paese le proporzioni differiscono sensibilmente. E non ci si è fermati a tre tipi: in seguito è stato descritto un quarto tipo, disorganizzato - quando il bambino va dalla mamma e si blocca a metà strada, oppure si avvicina con la testa girata dall'altra parte. Un comportamento del tutto privo di strategia.
Un'importante precisazione: la procedura non descrive il carattere del bambino, ma una coppia specifica. Con il papà lo stesso bambino rientra spesso in un'altra categoria, e la classificazione a un anno non è una condanna: cambia quando cambiano le circostanze familiari.
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Fonti
- Procedura della «situazione sconosciuta» - Mary Ainsworth, 1969-1978. Proporzioni dei tipi - meta-analisi di van IJzendoorn e Kroonenberg, 1988: 32 campioni da otto paesi, circa duemila bambini. Battito cardiaco e cortisolo nei bambini apparentemente tranquilli - Sroufe e Waters, 1977
- Spangler e Grossmann, 1993