Tracce lasciate solo dall'acqua che scorre
Dall'orbita si vedono valli ramificate: formano una rete, come un bacino fluviale, e terminano nei crateri. Alle loro estremità ci sono delta, ventagli di sedimenti che si formano quando il flusso rallenta e deposita tutto ciò che trasportava. Nel 2021, il rover Perseverance è atterrato su uno di questi delta, nel cratere Jezero: si muove lungo un'antica riva.
Il rilievo, da solo, si potrebbe attribuire al vento o alla lava, ma la chimica delle rocce lo conferma. Nel cratere Gale, Curiosity ha trovato ciottoli arrotondati: le pietre diventano lisce solo quando rotolano a lungo in una corrente. Nelle vicinanze ci sono sottili strati di argilla, come quelli che si accumulano sul fondo di un lago tranquillo, e nel 2011 il rover Opportunity si è imbattuto in una vena chiara di gesso: questo minerale precipita dall'acqua filtrata attraverso una frattura.
L'atmosfera è più densa. L'acqua scorre lungo i pendii, riempie i crateri formando laghi e ha il tempo di trasformare le rocce in ciottoli.
La pressione sulla superficie è circa lo 0,6% di quella terrestre. Se versi un bicchiere d'acqua, bolle per la mancanza di pressione e subito gela.
Il dibattito non riguarda il fatto che ci fosse acqua, ma com'era il clima: stabilmente caldo oppure in generale freddo, con lunghi periodi di disgelo.
Dove è finita l'acqua di Marte
Marte è piccolo e il suo interno si è raffreddato più velocemente di quello della Terra. Circa quattro miliardi di anni fa, il pianeta ha perso il suo campo magnetico globale, lo scudo che devia il vento solare. Da allora, il flusso di particelle cariche ha iniziato a strappare via anno dopo anno gli strati superiori dell'atmosfera; la sonda MAVEN misura questa fuga proprio adesso.
L'aria si è rarefatta, la pressione è diminuita e l'acqua ha perso la capacità di rimanere liquida. Anche l'acqua stessa è fuggita: l'idrogeno leggero ha lasciato il pianeta più facilmente di quello pesante, quindi oggi nell'aria marziana c'è circa cinque-sei volte più idrogeno pesante che nell'acqua terrestre. È il segno di una perdita enorme.
Ma non è fuggita tutta. Gli scienziati discutono ancora su quanta acqua sia finita nello spazio e quanta sia rimasta legata alle rocce della crosta: le stime divergono ampiamente. Una cosa è certa: su Marte c'è acqua anche oggi, solo non in una forma facile da cercare.
- Calotte polariLa calotta settentrionale è composta da ghiaccio d'acqua stratificato, spesso chilometri.
- Ghiaccio sotterraneoAlle alte latitudini, il ghiaccio si trova proprio sotto la superficie: nel 2008 la sonda Phoenix lo ha portato alla luce con la sua benna.
- Dentro i mineraliUna parte dell'acqua è legata chimicamente alle rocce della crosta: non si può liberare semplicemente sciogliendo il minerale.
- Vapore nell'ariaNell'atmosfera c'è così poco vapore che tutto quanto starebbe in una pellicola sottilissima di brina.
Perché oggi l'acqua liquida non può rimanere sulla superficie di Marte?
Che cosa ha aiutato Marte a perdere gran parte della sua acqua?
Fonti
- Sulla base dei materiali delle missioni NASA: immagini del Mars Reconnaissance Orbiter, scoperte dei rover Opportunity, Curiosity e Perseverance e dati di MAVEN sulla fuga dell'atmosfera
Il seguito della serie «Marte»
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