Come il tubero andino arrivò negli orti europei
Nelle Ande si coltivavano patate da migliaia di anni, in centinaia di varietà locali. Gli spagnoli le portarono in Europa nella seconda metà del XVI secolo, ma non come cibo: le prime piante finirono nei giardini dei monasteri e negli orti botanici, dove erano ammirate come curiosità per i loro bei fiori.
Poi tutto si bloccò. La patata è una solanacea, parente della belladonna: le sue bacche verdi sono immangiabili, mentre la parte commestibile cresce sottoterra. Ma c'era una ragione più semplice: le prime coltivazioni europee producevano quasi nulla.
I tuberi si formano quando le giornate iniziano ad accorciarsi. Nelle Ande la durata del giorno è più o meno costante tutto l'anno, quindi il segnale arriva al momento giusto. Nel Nord Europa d'estate c'è luce molto più a lungo, e la pianta produceva foglie invece di tuberi, rimandando il raccolto fino alle gelate di ottobre. Ci vollero decenni di selezione di piante capaci di formare tuberi con le giornate lunghe; in seguito aiutarono le varietà del Cile meridionale, dove le giornate estive sono più simili a quelle europee.
Perché i re puntarono sulle patate
Il tubero ha due proprietà importanti in tempo di guerra: resta sottoterra, quindi non può essere bruciato insieme al campo né calpestato dalla cavalleria. E dalla stessa superficie produce più cibo del grano. Perciò la patata fu imposta dall'alto, per decreto.
A metà del XVIII secolo, il re di Prussia ordinò di piantarla sotto minaccia di punizioni. In Francia se ne fece promotore il farmacista Antoine Parmentier, che aveva conosciuto la patata durante la prigionia; la storia del campo sorvegliato di giorno e lasciato senza guardia di notte viene raccontata spesso, ma le conferme sono scarse. In Russia, nel 1765 furono inviate alle province istruzioni per coltivare le «mele di terra», mentre negli anni 1840 i villaggi statali furono attraversati dalle rivolte delle patate.
Circa un quarto della crescita della popolazione del Vecchio Mondo tra il 1700 e il 1900: il contributo stimato della patata
Le calorie a buon mercato cambiano la demografia. Quel quarto è un calcolo basato su un modello economico, non una misurazione, ma l'ordine di grandezza è chiaro: un alimento che cresce con regolarità su terreni poveri aumenta il limite di quante persone possa sfamare un villaggio.
Il rovescio della medaglia: una sola varietà per tutti
In Europa arrivò solo una minuscola parte della diversità andina, e per secoli i campi furono piantati con piante quasi identiche. L'Irlanda si spinse più lontano: per gli affittuari più poveri, la patata non era un contorno, ma la base dell'alimentazione.
La tavola degli affittuari irlandesi più poveri prima del 1845: patate ogni giorno della settimana
Nel 1845 arrivò in Europa la peronospora, una malattia che fa annerire i tuberi direttamente nel terreno. Là dove la patata era uno dei vari piatti, fu un'annata negativa. In Irlanda, dove era il cibo, iniziò la carestia: morì circa un milione di persone e circa un altro milione partì oltreoceano. Non fu la patata a causare la tragedia, ma la scelta di puntare su una sola coltura e quasi una sola varietà.
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Fonti
- Stima economica del contributo della patata alla crescita della popolazione del Vecchio Mondo (2011), studi sul fotoperiodismo della patata, storiografia della carestia irlandese del 1845-1849