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Si può sviluppare l’empatia

Redazione di Miqo · 3 fonti

Da cosa è composta l’empatia

Sotto un’unica parola convivono tre cose diverse. La prima è la reazione: ti senti a disagio quando una persona accanto a te sta male. La seconda è l’accuratezza: indovini che cosa le sta succedendo in quel momento. La terza è la disponibilità a fare qualcosa al riguardo. Sono solo debolmente collegate. Puoi sentire intensamente il dolore di qualcun altro e sbagliare ripetutamente la causa, finendo per consolarlo nel modo sbagliato.

La componente innata è ancora discussa, ma l’ordine di grandezza è abbastanza chiaro. Gli studi sui gemelli attribuiscono all’ereditarietà circa un terzo delle differenze, mentre le analisi delle varianti genetiche condivise indicano circa un decimo. Anche prendendo la stima più alta, due terzi della variabilità dipendono dall’esperienza, dall’ambiente e dalle abitudini.

30%

stima massima del contributo dell’ereditarietà alle differenze nell’empatia

Perché «mettiti nei suoi panni» aiuta ben poco

È il consiglio più comune, e quello che regge peggio alla verifica. In una serie di 25 esperimenti, alle persone veniva chiesto di indovinare i sentimenti del partner, le sue opinioni e talvolta persino se stesse mentendo. A un gruppo veniva chiesto prima di mettersi nei panni dell’altra persona, all’altro no. L’accuratezza del primo gruppo non aumentava e a volte peggiorava: l’immaginazione sostituiva alla persona reale il tuo modello di quella persona.

Aiutava altro: non assumere il punto di vista dell’altra persona, ma farselo raccontare. L’accuratezza aumentava in un solo caso: quando si aveva la possibilità di fare una domanda e ascoltare la risposta. Sembra quasi insultantemente semplice, ma è proprio qui che si nasconde l’abilità allenabile.

  1. Notare
  2. Ipotizzare
  3. Chiedere
  4. Chiarire

Non alleni la sensibilità, ma l’abitudine a trattare un’ipotesi come un’ipotesi. Continuerai comunque a ricostruire lo stato d’animo altrui in una frazione di secondo: il cervello non sa fare altrimenti. La differenza sta in ciò che succede dopo: consideri quella versione un fatto oppure fai una domanda breve e la correggi?

L’empatia diminuisce quando hai fretta

C’è anche una parte scomoda della risposta. In un esperimento noto, alcuni studenti venivano mandati da un edificio all’altro per tenere una predica, in certi casi sul buon samaritano. Lungo il tragitto, nel passaggio, c’era una persona sdraiata che gemeva. Il tema della predica influiva quasi per nulla. Contava un’altra cosa: se allo studente era stato detto che era in ritardo. Il campione era piccolo, circa 40 persone, ma la percentuale di chi si fermava cambiava bruscamente.

Tutto il tempo63%
Leggermente in ritardo45%
Molto in ritardo10%

La conclusione è semplice: la capacità di reagire non è distribuita uniformemente dentro di te. Diminuisce quando hai fretta o hai 10 cose per la testa. Sviluppare l’empatia significa non solo allenarsi a fare domande, ma anche scegliere un momento in cui hai abbastanza attenzione per ascoltare la risposta.

Mettiti alla prova1 / 2

Che cosa aiuta di più a capire con maggiore precisione lo stato altrui?

Fonti

  1. Sulla base di: Warrier et al., Translational Psychiatry, 2018 - genetica dell’empatia
  2. Eyal, Steffel, Epley, Journal of Personality and Social Psychology, 2018 - serie di esperimenti sull’assunzione del punto di vista altrui
  3. Darley, Batson, 1973 - esperimento sulla fretta

Il seguito della serie «Empatia»

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