Che cosa è successo
L’ultimatum. Gli Alleati chiedono la resa. Il governo giapponese non ha ancora deciso e vuole guadagnare tempo.
La risposta alla stampa. Il primo ministro usa una parola che significa sia «lasciare senza commenti» sia «trattare con disprezzo, ignorare».
La traduzione. Le agenzie di stampa riportano il secondo significato. La risposta sembra un rifiuto ostentato di negoziare.
Le conseguenze. Pochi giorni dopo viene usata un’arma nucleare. Gli storici discutono ancora su quanto la traduzione abbia influenzato la decisione.
Il dibattito riguarda proprio il grado di influenza. La decisione di usare l’arma era stata preparata in anticipo ed era determinata da molte circostanze; la domanda è se la traduzione abbia aggiunto l’ultimo peso sul piatto della bilancia.
Qui la cautela è indispensabile. La tentazione di spiegare un evento enorme con un solo dettaglio è forte, e queste spiegazioni si diffondono più facilmente di quelle complesse - ma questo non le rende vere.
Altri casi
I canali su Marte sono un errore dello stesso tipo. Un astronomo italiano descrisse le linee osservate con una parola che significava «stretti» o «alvei». In inglese fu tradotta come «canali» - una parola che implica l’esistenza di costruttori, e per mezzo secolo la questione degli abitanti di Marte divenne seria.
Una storia simile è nota anche nella diplomazia: una frase pronunciata da un leader e tradotta come una minaccia diretta era più vicina, nel significato, a «vi sopravviveremo». La sfumatura cambiò e la tensione aumentò.
Esistono anche esempi pacifici. La statua cornuta di un profeta famoso nacque perché una parola che significava splendore fu tradotta come «corna» - e per diversi secoli gli artisti lo raffigurarono proprio così.
Tutti questi casi hanno una cosa in comune: l’errore non nasceva dall’ignoranza della lingua, ma dalla scelta tra diversi significati. Il traduttore è costretto a sceglierne uno, mentre la parola originale ne conteneva diversi - ed è proprio da questa scelta che nasce una nuova storia.
Quale errore di traduzione viene discusso più spesso?
Da dove sono nati i canali su Marte?
Fonti
- L’ambiguità del termine giapponese nella risposta all’ultimatum del 1945 e la sua resa nella traduzione come rifiuto di discutere sono analizzate come esempio delle conseguenze di una scelta traduttiva, mentre il grado della sua influenza sulle decisioni successive resta oggetto di discussione. La traduzione della parola italiana che indicava stretti o alvei su Marte come «canali» contribuì alla diffusione delle idee su strutture artificiali
Il seguito della serie «Grandi errori»
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