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56 curiosità sulla mitologia greca, norrena ed egizia

L'idea chiave di ogni articolo in due o tre frasi. Vuoi i dettagli? Apri l'articolo, si legge in 2 minuti.

Miti greci

Che cosa fece davvero Prometeo

Il fuoco non fu né la sua prima azione né l’unica. Prima ingannò gli dèi durante la spartizione del sacrificio, lasciando agli esseri umani la parte migliore della carne. Il fuoco fu la risposta alla sottrazione della punizione, e dopo arrivò anche la punizione per gli esseri umani.

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Perché Zeus si trasformava in animali

La trasformazione nel mito risolve tre problemi in una volta: permette al dio di attraversare il confine tra i mondi, di nascondersi alla moglie gelosa e di spiegare come una famiglia nobile abbia avuto un antenato divino. La forma animale veniva scelta in base alla storia, non a caso.

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Chi era Medusa prima della maledizione

Nei testi più antichi è un mostro dalla nascita, una delle tre sorelle. La versione della bella ragazza trasformata in mostro come punizione compare molto più tardi, nell'opera di un poeta romano, ed è diventata quella più famosa.

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Miti norreni

Perché Odino cedette un occhio

Odino cedette un occhio non come sacrificio né come punizione, ma in pegno: in cambio di un sorso dal pozzo di Mímir, dove è custodita la saggezza. L'occhio non fu distrutto: rimase lì, nell'acqua altrui.

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Perché Loki non è proprio un cattivo

Nei miti, Loki non è un avversario degli dèi, ma il loro compagno inseparabile: crea il problema e lo risolve anche. Un personaggio così fa avanzare la storia e sconvolge l’ordine, costringendo a ristabilirlo. Diventa un nemico solo alla fine.

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Chi erano i berserker

Guerrieri di cui le saghe raccontano che in battaglia cadevano in preda alla furia e smettevano di sentire il dolore. Su cosa ci fosse davvero dietro, si discute ancora oggi.

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Chi erano le valchirie

La parola significa «colei che sceglie gli uccisi». Nelle fonti più antiche non sono belle fanciulle con elmi alati, ma esseri oscuri che decidono chi cadrà in battaglia. L'immagine romantica è comparsa molto più tardi, nel XIX secolo.

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Com'era il mondo secondo i vichinghi

Al centro c'è un albero enorme, con i mondi distribuiti tra i suoi rami e le sue radici, mentre intorno alla terra abitata si estende un mare in cui è avvolto un serpente. L'ordine di questo quadro, però, è in gran parte merito dell'autore posteriore che lo mise per iscritto.

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Che cos'è il Ragnarök

Il Ragnarök non è la «fine del mondo» nel senso comune, ma la morte già stabilita degli dèi. Scendono in battaglia sapendo che perderanno. E il mito non finisce qui: la terra riemerge dal mare.

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Leggende metropolitane

Perché si crede alla passeggera che scompare

La storia della passeggera che scompare dal sedile posteriore viene raccontata in molti Paesi quasi con le stesse parole. Non ci si crede per ingenuità: è costruita con dettagli ordinari e uno solo impossibile, e quasi sempre arriva da una persona di cui ti fidi.

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Da dove nasce la leggenda del ratto nel cibo

La storia del ratto nell'impanatura non è mai stata confermata nella sua forma classica, ma non è nata dal nulla. Ha una trama rigida, regole proprie di diffusione e un bersaglio prevedibile: quasi sempre la catena più grande della città.

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Chi ha inventato Slender Man

Il personaggio è comparso nel 2009, in un concorso online di fotografie spaventose contraffatte. L’autore è noto per nome, la data è precisa eppure, nel giro di pochi anni, il personaggio si è arricchito di storie, testimonianze e folclore inventato.

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Simboli

Cosa significava il teschio prima dei pirati

Per migliaia di anni, il teschio non ha indicato una minaccia, ma ricordato che la vita ha un termine: pensa, quindi, a come la stai vivendo. Compariva nei dipinti, nelle celle monastiche e sulle lapidi. È diventato un simbolo di pericolo solo in epoca relativamente recente e una bandiera pirata ancora più tardi, in termini storici.

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Da dove viene il simbolo dell'infinito

Il simbolo dell'infinito non viene da antichi culti. Lo introdusse il matematico inglese John Wallis nel 1655, in un'opera sulle sezioni coniche, come abbreviazione per «una quantità che cresce senza limite». Non spiegò perché avesse scelto proprio quella forma. Eternità, amore e uroboro furono associati al simbolo 200 anni dopo.

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Superstizioni

Perché non si fischia in casa

Il divieto ricorre presso popoli molto diversi, e le spiegazioni sono due: il fischio era associato al vento, che si poteva attirare, e al contatto con gli spiriti maligni. In pratica, fischiare in casa significava fare rumore e provocare.

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Perché si bussa sul legno

Nessuno ne conosce l'origine esatta, ma esistono diverse spiegazioni plausibili. La cosa più interessante, però, è che la superstizione sopravvive anche tra chi non ci crede, e c'è una ragione ben comprensibile.

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Perché si teme il numero tredici

Il tredici non fa paura di per sé. Viene subito dopo il dodici, un numero che chiude comodamente il conteggio, e rompe l'insieme ordinato. Poi sono arrivate le storie del tredicesimo ospite, rafforzate dagli ascensori senza tredicesimo piano.

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Perché rompere i piatti porta fortuna

L'usanza si ritrova in culture diverse e significa più o meno la stessa cosa: danneggiare intenzionalmente un oggetto segna un passaggio. Ciò che è rotto non si può ricomporre, e questo rende l'evento irreversibile: un matrimonio, un trasloco, una partenza.

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Da dove nasce la superstizione del gatto nero

Il gatto nero è diventato un cattivo presagio non per il colore, ma per i suoi ritmi. Un animale che vede al buio, cammina senza fare rumore e non obbedisce a nessuno occupava un posto inquietante nella visione medievale del mondo, e poi i processi alle streghe hanno consolidato il presagio. In Gran Bretagna e in Giappone, lo stesso gatto porta fortuna.

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Che cos'è il pensiero magico

È l'abitudine di collegare eventi che non hanno alcun legame: considerare simili le cose come collegate e pensare che i pensieri possano influenzare il mondo. Lo abbiamo tutti, la questione è solo in che misura.

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Miti egizi

Perché gli Egizi mummificavano i gatti

Una mummia di gatto di solito non era un animale domestico sepolto, ma un'offerta a una divinità. Non venivano realizzate una alla volta, ma in serie: nei templi si allevavano appositamente i gatti e il pellegrino riceveva un involto già pronto, come si prende una candela prima di mettersi in viaggio. Ecco perché esistevano intere catacombe piene di involti e perché molti non contengono un gatto intero.

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Perché il faraone era considerato un dio

A essere considerata divina non era la persona, ma la carica. Il faraone occupava il ruolo di intermediario tra il mondo degli dèi e quello degli uomini e, secondo le concezioni egizie, dall'esecuzione dei suoi rituali dipendeva l'ordine delle cose: la piena del fiume, il raccolto, il movimento del sole.

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Cosa si metteva nella tomba e perché

La tomba non era un deposito di tesori, ma l'equipaggiamento per il viaggio. Ogni oggetto rispondeva a un'esigenza precisa: cosa mangiare, chi avrebbe lavorato, come superare il giudizio e cosa fare se il corpo fosse comunque danneggiato.

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Che cosa si pesava nel giudizio di Osiride

Secondo le credenze egizie, nel giudizio di Osiride non si pesavano l'anima o i peccati, ma un organo preciso: il cuore. Gli Egizi lo consideravano il deposito della memoria e del carattere. Sull'altro piatto c'era la piuma della dea Maat, simbolo della verità e dell'ordine del mondo.

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Miti slavi

Perché gli slavi temevano i crocicchi

Nelle credenze popolari, l’incrocio era considerato un luogo di nessuno: non un campo, non un cortile, non una strada che portava da qualche parte. Per la stessa logica, era sia un luogo pericoloso sia un luogo dove si lasciava ciò di cui ci si voleva liberare.

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Chi viveva nella foresta slava

Nelle storie della foresta non ci sono mostri casuali. Ogni abitante ha il suo territorio, la sua stagione e il suo divieto. Insieme, non formano un bestiario, ma un insieme di regole per entrare nella foresta e riuscire a tornare.

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Da dove viene Baba Jaga

Baba Jaga sembra antica quanto il bosco, ma il suo nome compare nei libri stampati solo nel XVIII secolo. Ciò che è antico non è la sua biografia, ma il suo ruolo: nella fiaba custodisce il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. E tutta la scena nella sua capanna parla proprio di come si attraversa quel confine.

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Chi era il domovoj per gli Slavi

Il domovoj non era una creatura fiabesca, ma il padrone della casa, da rispettare e nutrire. Lo si riteneva legato agli antenati della famiglia e perciò, quando ci si trasferiva, lo si invitava a seguirci: altrimenti la nuova casa restava senza protettore.

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Com'erano le sirene prima delle fiabe

Nelle credenze slave orientali non avevano la coda di pesce. Erano ragazze e donne morte di una morte innaturale - prima del matrimonio, senza essere state battezzate o annegate - e comparivano non nell'acqua, ma nei campi e sugli alberi.

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Draghi

Perché ogni popolo ha i suoi draghi

Draghi simili in popoli diversi non sono il ricordo di un animale realmente esistito. In luoghi diversi, il mostro è stato assemblato con gli stessi elementi: un grande serpente, denti da predatore, acqua e grosse ossa nel terreno. Parte della somiglianza l'abbiamo aggiunta noi, usando una sola parola per indicare decine di creature diverse.

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Da dove nascono le leggende sui draghi

Il drago ha origini del tutto terrene: ossa estranee trovate in una scarpata, un animale mai visto prima portato da lontano e un libro manoscritto in cui l'errore di qualcun altro è stato ricopiato per secoli. La paura dei serpenti tiene viva la leggenda, ma sono stati i ritrovamenti a darle i suoi dettagli.

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Aldilà

Da dove viene l'inferno di fuoco

L'immagine di un inferno di fuoco si è formata nel corso dei secoli a partire da fonti diverse: una vera discarica vicino a Gerusalemme, le idee persiane sul giudizio dopo la morte e il mondo sotterraneo greco. Le prediche e i dipinti medievali hanno poi aggiunto il quadro dettagliato di calderoni e gradi di tormento.

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Che cosa i popoli mettevano nelle tombe e perché

C'è chi deponeva cibo e stoviglie, chi armi, chi copie di oggetti in carta e chi non deponeva proprio nulla. Da questi corredi funerari gli archeologi scoprono più cose sui vivi che sui morti: rivelano com'era organizzata la società, non solo le idee sull'aldilà.

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Che cosa sono i Campi degli Asfodeli

Secondo le credenze greche, era il luogo in cui finiva la maggior parte dei morti: non una punizione né una ricompensa, ma un'esistenza grigia, senza gioia né dolore. Una persona comune non meritava né tormenti né beatitudine e non otteneva nulla.

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Eroi e mostri

Perché miti diversi hanno trame simili

Le spiegazioni sono tre e non si escludono a vicenda: le trame si sono diffuse da una fonte comune, sono state inventate indipendentemente per affrontare gli stessi problemi della vita oppure sono sopravvissute perché facili da ricordare. Il dibattito riguarda il peso da attribuire a ciascuna.

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Da dove nascono i mostri dei miti

Nel mito, il mostro si trova quasi sempre su un confine: ai margini della mappa, all'ingresso di una caverna, tra la vita e la morte. Non è soltanto spaventoso: segna una linea che non si deve oltrepassare ed esiste perché l'eroe la oltrepassi.

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Perché ogni eroe ha un punto debole

Il tallone di Achille, la foglia di tiglio sulla schiena di Sigfrido, il vischio per Baldr: la vulnerabilità degli eroi invulnerabili non è una coincidenza. È insita nel modo in cui il mito costruisce l'invulnerabilità: viene sempre realizzata con le mani, e una mano lascia un varco. Senza quel varco, non c'è storia da raccontare.

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Perché all'eroina serve un aiutante magico

L'aiutante non compare nelle fiabe solo per comodità della trama. Segna un passaggio: l'eroina riceve ciò che non poteva ottenere da sola, di solito per una qualità dimostrata, e solo dopo diventa capace di affrontare la prova principale.

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Perché l’eroina scende negli inferi

La discesa nel regno dei morti non è un’avventura, ma un modo per mostrare un limite. L’eroina va da dove non si torna e ritorna cambiata. Quasi sempre porta con sé non un oggetto, ma una conoscenza, e quasi sempre la paga con una perdita.

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Chi è il trickster

È un personaggio che infrange le regole e, così facendo, fa avanzare la storia. È presente in quasi tutti i popoli e, quasi ovunque, non è un cattivo: di solito è proprio lui a procurare agli esseri umani il fuoco, i mestieri e il linguaggio, per di più rubandoli.

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Chi è l'eroe culturale

È un personaggio che porta agli esseri umani ciò che prima non avevano: il fuoco, la scrittura, l'agricoltura, le leggi. Non crea il mondo come un dio e non protegge i suoi come un guerriero. Il suo compito è procurare qualcosa e trasmetterlo, e quasi sempre ne paga il prezzo.

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Che differenza c'è tra eroe e semidio

Il semidio si definisce per l'origine: uno dei genitori è una divinità. L'eroe si definisce per il ruolo nella storia: un mortale che compie imprese normalmente impossibili per gli esseri umani. Le categorie si sovrappongono, ma rispondono a domande diverse: da dove viene e cosa fa.

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